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ASSOCIAZIONE COLTIVARE CONDIVIDENDO

  • Coltivare condividendo si occupa del recupero, mantenimento, valorizzazione e della diffusione della Biodiversità agricola
  • L’obiettivo dell’associazione è di o riconsegnare tale Biodiversità agli coltivatori e di farla ritornare nei piatti di tutti, per la sicurezza alimentare, per il futuro
  • Lavoriamo per un’agricoltura sostenibile,relazionale che escluda l’utilizzo della chimica di sintesi e di organismi ottenuti tramite trasferimenti di geni di altre specie o mediante tecniche di “gene editing”
  • Coinvolgiamo le persone attraverso percorsi partecipativi e condivisi favorendo lo scambio di conoscenze
  • Ci impegniamo nella salvaguardia dell’ambiente, degli ecosistemi e del paesaggio
  • Sosteniamo lo sviluppo sociale e culturale del territorio, attraverso la custodia e la valorizzazione della biodiversità
  • Lavoriamo per il recupero abitativo del territorio, cercando di creare comunità e sistemi produttivi sostenibili, come le filiere corte
  • Auspichiamo la Libertà del seme,degli agricoltori e dei cittadini contrapponendola alla libertà illegittima delle multinazionali di rivendicare il patrimonio genetico del pianeta come loro proprietà criminalizzando la libertà dei cittadini

PERCHÈ

Il seme è il fondamento della vita, dell’agricoltura, del cibo

Sin dalla cosiddetta “domesticazione” delle piante selvatiche circa 10.000 anni fa, il miglioramento genetico è stato portato avanti di generazione in generazione dal coltivatore che, lavorando in equilibrio con l’ambiente, ha creato e mantenuto un’ampia agrobiodiversità, garantendo al seme una grande capacità di adattamento ambientale e climatico e di conseguenza ai contadini una sicurezza alimentare.

Negli ultimi 100 anni le cose sono cambiate.

Oggi la selezione di semi e piante è principalmente artificiale, in mano a pochi ricercatori “rinchiusi” in appositi laboratori. I semi e le piante si trovano quindi in una realtà totalmente estranea alla loro natura, non più nei campi ma in provette. La selezione artificiale non trae più beneficio dal sapere accumulato dai coltivatori nei millenni e spesso vorrebbe rendere illegale il lavoro di questi ultimi.

La vasta ricchezza genetica dei semi antichi è stata praticamente scartata dall’industria sementiera. Secondo la FAO abbiamo perso circa il 75 % della diversità genetica delle colture agricole a livello mondiale. L’industria ha preferito puntare sull’uniformità ottenuta quasi sempre artificialmente in laboratorio e principalmente per due motivi:

  • vendere lo stesso seme in ecosistemi diversi incrementando quindi i profitti a livello globale
  • vendere concimi e additivi chimici necessari per la coltivazione delle sementi

super- ibride commerciali e spesso manipolate geneticamente per le monoculture,

traendo il doppio profitto, dai semi e dai prodotti chimici.

Il nuovo fondamento della scienza della selezione dei semi è diventata quindi l’uniformità, innalzata a principio universale su cui basare la legge della proprietà dei semi sia con il diritto di selezione che con i brevetti.

I coltivatori hanno così perso la loro importanza di detentori dei segreti dei semi antichi e sono divenuti insieme ai semi stessi, loro malgrado, schiavi asserviti al guadagno di multinazionali senza scrupoli penalizzando anche la libertà di scelta sul cibo del cittadino.

                          SEME LIBERO                                                                                                      SEME BREVETTATO

                                                             

L’attività dell’associazione rappresenta un “momento di dialogo, condivisione, costruzione comune”.

Siamo convinti che “amare la propria terra” significhi consentirle di esprimere appieno le sue caratteristiche e peculiarità, condividendone l’essenza. Crediamo in una visione a 360° che considera un tutt’uno l’ambiente, il territorio, il paesaggio e noi stessi che ne siamo parte. Crediamo che non sia sufficiente “curare bene il proprio orto o campo” se poi si consente la devastazione del paesaggio e del territorio, la mercificazione dei beni comuni, l’insediamento di attività impattanti come inceneritori e industrie pesanti.

 

Numerosi sono i progetti e le iniziative che abbiamo costruito e stiamo portando avanti:

  • La mostra itinerante delle sementi antiche e sementi riproducibili (mantenendo viva l’antica pratica dello SCAMBIO dei SEMI, in contrapposizione a chi vorrebbe brevettare le sementi e impedirne lo scambio) che ha come obiettivo quello di affidare le sementi  ai “CUSTODI DELLA BIODIVERSITA’”;
  • Costruzione, insieme ai custodi, di una casa delle sementi (Community Seed Bank)
  • Incontri di condivisione di conoscenze tecniche  gratuiti e partecipati
  • Il Progetto di selezione partecipata di semi da varietà locali
  • Corsi di approfondimento delle varie tematiche
  • Diverse iniziative tese a stimolare il turismo sostenibile, un rapporto di conoscenza e collaborazione tra aziende, piccoli produttori e GAS / acquirenti
  • Visite sociali agli ORTI COMUNI e CONDIVISI degli associati, luogo di confronto e di scambio di conoscenza
  • L’elaborazione di regolamenti di valutazione e proposta di regolamenti di polizia rurale che impediscano l’UTILIZZO DI FITOFARMACI E DISERBANTI, in particolare a ridosso di abitazioni, asili, scuole.