Buon 2019!

Siamo alla conclusione del anno 2018,

un anno fertile sia dal punto di vista agricolo alimentare che nelle relazioni umane!

In questo periodo la stagione agricola gode il suo riposo insieme ai nostri semi che, dopo le decine di volte che sono passati per le nostre mani , aspettano (belli asciutti) la primavera all’interno dei vasi di vetro, incantando chiunque abbia la fortuna di vedere così tanti colori in così poco spazio!

Notiamo raccolti abbondanti di tante colture anche dopo le diverse calamità naturali…

…la rigenerazione incredibile delle piante distrutte della grandinata nel feltrino del 12 giugno spinge ulteriormente i nostri studi e selezioni ad andare verso la resilienza, la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno.

L’aumento di interesse da parte di tante persone verso la biodiversità agricola va di pari passo con la conoscenza della sua importanza per garantire il funzionamento degli ecosistemi. L’ecosistema naturale resiliente alla calamità diminuisce la perdita di specie e individui.

Dopo il disastro avvenuto nella provincia di Belluno il 29 Ottobre non possiamo fare a meno di riflettere sulla nostra responsabilità nelle nostre azioni del passato e sopratutto quelle del futuro!

Il clima sta cambiando!…e la specie umana cambia?

Riusciamo ad agire?

Apriamo la strada per un 2019 pieno di buoni propositi!

Siamo convinti che il cambiamento vero viene dal basso ma sopratutto dall’interno di noi tutti.

Sta crescendo la conoscenza dell’equilibrio sottile del nostro ambiente, cioè il nostro pianeta, ed insieme cresce anche la coscienza della propria responsabilità.

La FAO dichiara in un rapporto recente: I sistemi agricoli che permettono di recuperare o di conservare i servizi ecosistemici possono rivelarsi tanto produttivi quanto i sistemi intensivi e industrializzati, ma con esternalità significativamente ridotte.

La scelta di difendere l’ambiente tramite l’agricoltura sostenibile è tanto importante quanto mettere in pratica il risparmio energetico e la riduzione dei rifiuti. Tre cose che messe insieme, confermano la scelta di sostenere un agricoltura a KM O. La salute umana è anche strettamente legata alla salute delle nostre piante che consumiamo come alimenti; di conseguenza anche la salute del suolo vivo e fertile e della ampia diversità genetica delle specie che nel loro percorso evolutivo aumentano la resilienza.

Roma, 3 dicembre 2018 – Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel suo intervento d’apertura al Consiglio della FAO – l’organo esecutivo dell’organizzazione – ha invitato i paesi ad affrontare urgentemente tutte le forme di malnutrizione.

“La coesistenza di malnutrizione, obesità e carenza di micronutrienti, che conosciamo come il triplice onere della malnutrizione, si sta diffondendo e sta interessando quasi tutti i paesi del mondo. La comunità internazionale deve affrontare con urgenza questa situazione promuovendo un cambiamento trasformativo nei nostri sistemi alimentari “, ha detto Graziano da Silva. “Il nostro obiettivo Fame Zero, non consiste solo nel dar da mangiare alle persone, ma di avere persone ben nutrite, fornendo a tutti le sostanze nutritive necessarie per una vita sana”, ha aggiunto.

L’anno a venire la FAO, con il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il Programma alimentare mondiale, ospiterà anche una conferenza a Maggio per lanciare il decennio delle Nazioni Unite sull’agricoltura familiare (2019-2028).

Il 2019…i nostri progetti proseguono…

ci impegneremo ulteriormente a difendere la biodiversità agricola evitando più possibile i danni dell’ erosione genetica! Partendo da un seme vitale continuiamo a costruire la filiera “dal seme al piatto” per migliorare la produzione di un cibo sano per tutti; questo coinvolgerà coltivatori biologici o che ripudiano l’uso della chimica di sintesi, cuochi e ristoratori proponendo pietanze sane e buone.

Continueremo a girare per paesi, feste, iniziative per far vedere le “sementi antiche bellunesi”, raccogliendo storie, racconti, aneddoti e altri semi “riproducibili e non manipolati”. Semi che continueremo a catalogare, coltivare, studiare, riprodurre, selezionare (in campo) e ad affidare e donare.

Non ci fermeremo nell’affinare le conoscenze del coltivare sano e sostenibile riproducendo e selezionando le varietà con i progetti di moltiplicazione e selezione partecipativa in campo per avere un seme sempre più sano , produttivo e resiliente, capace di sopportare al meglio anche gli effetti dei cambiamenti climatici in atto.

Dedicheremo sempre più momenti all’approfondimento delle diverse tematiche tramite giornate informative, convegni, workshop e corsi!

Daremo molto spazio alla collaborazione con le scuole e anche per l’anno nuovo aggiungeremo giornate culturali come la proiezione di qualche documentario.

Il successo dell’ultima edizione di Chiamata a Raccolto da coraggio, stimolo e nuove idee a tutti quelli che hanno a cuore la biodiversità e la coltivazione sana. Un evento che mette al centro la relazione umana e l’ambiente, mostrando l’incredibile interesse di sostenersi l’uno con l’altro !

Vogliamo che sia un anno che apre a tante persone nuove la voglia di partecipare attivamente ai nostri progetti, costruendo comunità e per creare insieme le basi per un cambiamento – per un mondo più giusto per tutti!