Chi siamo

 

Crediamo che agricoltura e ruralità non siano soltanto sinonimo di “imprenditoria agricola”, ma anzi, che siano spesso i piccoli produttori e gli autoproduttori a salvare le sementi antiche o a tutelare la fertilità del suolo, grazie ad un approccio non prettamente economico ma che pone sullo stesso piano tutti gli elementi che concorrono: terra, semi, paesaggio, ambiente, salute.

Crediamo in una conoscenza diffusa e condivisa e non concentrata nelle mani di pochi “esperti” o concentrata in pochi luoghi.

LA NOSTRA STORIA

Il 27 dicembre 2009 durante un incontro a cui parteciparono una serie di comitati, associazioni, singolarità del feltrino (nella provincia di Belluno) e del primiero (nella provincia del Trentino), nasceva l’idea di dar vita a una realtà che si occupasse di ruralità e di agricoltura (sana e sostenibile), di biodiversità, di auto produzione, e soprattutto di sementi, il punto di partenza per parlare di ognuno di questi temi. Quell’idea condivisa diede luogo a una serie di incontri (aperti a tutti), confronti, dibattiti in cui emerse in modo chiaro e netto l’importanza centrale che aveva e ha l’agricoltura, il suo essere tutela del territorio, dell’ambiente, del paesaggio, della biodiversità, della salute, ma anche i danni che poteva causare se fatta in modo intensivo e intrisa di pesticidi e diserbanti spesso molto dannosi.

Si decise pertanto di dare vita a un gruppo e di optare per il “gruppo informale” che basava il proprio agire sulla condivisione, sulla sinergia, sul finanziamento collettivo, senza la ricerca di sponsor e contributi pubblici per “restare più liberi”. Il percorso, spesso caotico e umorale, del Gruppo Coltivare Condividendo, gruppo informale e aperti a tutti, si caratterizzò da subito con una serie di convegni gratuiti su tecniche di coltivazione sane e sostenibili, su una serie di iniziative dal basso tese a creare consapevolezza sia nei coltivatori che nei “consumatori” e sulla costruzione condivisa di una mostra delle sementi antiche. Mostra che ha girovagato spesso per sagre, iniziative paesane, banchetti e ha toccato quasi tutti i comuni della provincia di Belluno, ma anche svariate località delle Regioni a noi vicine.

Mostra in cui si potevano ammirare decina di varietà di fagioli, cereali, mais, orticole: semi che venivano annualmente ricoltivati e donati durante le giornate di scambio sementi. Durante i banchetti ed i convegni informativi veniva distribuito materiale informativo e promosse campagne di sensibilizzazione su questioni cruciali quali gli OGM, il pericolo dei pesticidi, la colonizzazione da parte di meleti e vigneti intensivi, gli orti scolastici, il fare rete sul territorio, si sottolineavano criticità e proponevano idee, visioni, progetti.

Molto visitato il blog e grande l’attenzione dedicata al Gruppo anche da parte dei media sia locali che nazionali con partecipazioni a Geo&Geo, Report, vari TG nazionali e regionali.

Durante l’arco dell’anno il Gruppo Coltivare Condividendo organizzava, in inverno, 3 o 4 convegni (gratuiti e aperti a tutti) con tecnici ed esperti su tematiche che toccavano semi, sostenibilità, paesaggio, progetti dal basso; una giornata primaverile di scambio sementi (Chi semina Raccoglie); il progetto di riproduzione e selezione di sementi antiche (che vedeva coinvolte decina di appassionati); una giornata di festa estiva (bio festa) e l’appuntamento più significativo Chiamata a raccolto che portava nel bellunese decine di espositori e scambiatori di semi, migliaia di visitatori da tutta Italia e dava spazio a diverse aziende locali per proporre i loro prodotti biologici e da seme antico. Chiamata a raccolto si è sempre svolta l’ultima domenica di novembre e ha toccato diverse località: Lentiai, Fonzaso, Feltre, Sedico (a Villa Patt con circa 10.000 visitatori) e recentemente Seren del Grappa.

Molte le relazioni e le collaborazioni costruite con le principali realtà di scambio sementi nazionali, con scuole, associazioni di produttori, GAS, i coordinamenti e comitati in difesa della salute pubblica, le reti e associazioni di piccoli produttori, oltre a tantissimi cittadini e appassionati

Nel 2016 gran parte dei componenti del “Gruppo Coltivare Condividendo” decisero di trasformare il gruppo informale in un’associazione, per riuscire attraverso questa forma giuridica a definire una struttura più adeguata ai tempi e alle finalità del Gruppo per poter collaborare con altre realtà, anche istituzionali, partecipare a bandi, organizzare corsi di livello tecnico, coinvolgere un numero maggiore di persone con la possibilità di associarsi.

Questo passo è stato compiuto mantenendo lo spirito originario, e gli stessi obiettivi: condividere le idee e le conoscenze, salvare i semi, per un’agricoltura che sia a tutela del territorio e della nostra salute. Coltivare condividendo è aperta a tutti coloro che credano in questo obiettivo.

Tiziano Fantinel